Vi sarà capitato sicuramente, in una giornata di cielo paricolarmente sereno, di vedere la
scia di un aereo di linea. La scia, formata dalla condensazione del getto caldo dei propulsori a reazione, è definita come
“contrail“ o “scia di condensazione”, che si forma ad altitudini elevate per effetto dell’aria particolarmente fredda; in teoria, essendo vapore acqueo, dovrebbe “sciogliersi” entro breve tempo per sparire del tutto nell’arco di qualche minuto.
E fin qui tutto normale. Durante la pausa pranzo, un mesetto fa, notavamo io e i miei colleghi che il cielo era stranamente intersecato da una decina di scie, persistenti, che formavano un reticolo sopra il cielo di Sandrigo. Io ho sempre pensato che si trattasse di uno spazio aereo particolarmente trafficato… e invece cercando tra le risorse inesauribili della rete, vengo a sapere che il fenomeno delle “scie persistenti” da un paio d’anni è sotto stretta osservazione da parte di comuni cittadini curiosi ed Enti di salvaguardia ambientale (l’ARPA Piemonte, per esempio). E che non potrebbe essere tutto così… casuale.
Esistono infatti
documenti (foto, filmati e testimonianze dirette) che comproverebbero l’anomalia di queste scie, partendo dal presupposto che la loro “
anormalità” sta nel fatto di essere persistenti. Le normali contrail degli aerei di linea hanno una vita media molto breve; queste scie invece avrebbero la tendenza a rimanere per molto tempo, per poi dissolversi molto lentamente e lasciare una sorta di “nube”, un velo che da un punto di vista chimico si può spiegare bene come “aerosol”. Le osservazioni provengono un po’ da tutto il mondo, con una particolare concentrazione sulle zone densamente popolate dei Paesi occidentali. In Italia, provengono soprattutto dall’area padana (Lombardia,
Veneto, Piemonte). E proprio da parte di alcuni osservatori italiani proviene gran parte della documentazione recente (addirittura del 7 maggio scorso), che allo scenario aggiunge anche delle sfere metalliche e aerei a capacità “olografica”. Ora, ben lungi dal voler tirare in ballo alieni e affini, resta piuttosto affascinante (se non inquietante) cercare di sapere a cosa servano queste scie e da chi siano generate.
Posto che siano generate da aerei (convenzionali o meno), si tratterebbe di capire di chi siano questi aerei; alcuni osservatori sostengono di non avere visto scritte o contrassegni sulla carlinga dei velivoli. Tuttavia, potrebbe darsi che la distanza e i mezzi non eccellenti utilizzati per le foto non permettano una visione nitida dei dettagli. E comunque nell’ipotesi che si tratti di aerei, essi dovrebbero volare sullo spazio aereo di un Paese previa autorizzazione: ogni oggetto volante non identificato genera il cosiddetto segnale di “scramble”, un particolare allarme che alcuni reparti dell’Aeronautica Militare percepiscono facendo levare in volo una pattuglia di intercettazione. Quindi, o sono aerei “self” (quindi, nell’ipotesi, italiani) o sono aerei di altre nazioni preventivamente autorizzati a solcare il nostro spazio aereo, che data la presenza di numerosi aeroporti commerciali è fortemente regolamentato.
Si tratta poi di capire (e questo è a mio avviso il terreno più scivoloso) che cosa siano queste nubi. I più “
cospirazionisti” affermano che si tratterebbe del tentativo di diffondere agenti chimici inquinanti presso larghe fette di popolazione, al fine di aumentare l’incidenza di determinate malattie a favore delle grandi case farmaceutiche; alcuni hanno invece supposto che si tratti di “agenti” volti a mutare il clima su determinate zone del mondo; a queste io aggiungo che potrebbe trattasri anche di una forma di vaccinazione passiva da determinati agenti patogeni. E questo potrebbe essere plausibile, nell’ottica di una protezione della poplazione da agenti chimico-biologici, nel caso di un attacco militare o terroristico; credo che la popolazione comincerebbe a sospettare qualcosa se da domani le autorità sanitarie decidessero di sottoporci tutti a vaccinazioni che non siano le routinarie D.T.P. o antitubercolare o altre; quantomeno, credo, nascerebbe un sentimento capace di diventare a breve “isteria collettiva”, oltre ad essere un’ammissione politca e strategica netta del genere “sì, siamo sotto attacco”…
Posto quindi che si tratti di scie dallo scopo “occulto”, a nostro favore o a nostro evidente svantaggio, credo che sia un’evoluzione evidente nella strategia di determinate “agenzie”: utilizzando un mezzo “banale” tanto da essere apparentemente normale e tarscurabile (quante volte abbiamo visto la scia di un aereo nel cielo?), chi si occupa di queste operazioni ha fatto un salto di qulità notevole, passando dall’oscurità della notte, dalle luci nel cielo e dai piccoli omini verdi alla luce del giorno. Sfruttando un aspetto della nostra quotidianità.
Si tratta solo di un semplice punto di vista e di alcuni spunti di riflessione, che mi piacerebbe condividere con voi. Mi conoscete e non sono di certo quello che si infila nei cortei a urlare contro il “nemico” americano o contro questo o quello… però, qualora effettivamente si trattasse di operazioni dal contenuto strategico o politico, credo che a noi cittadini spetti essere informati, nel bene e nel male.