Aprile 4, 2007...5:38 pm

L’effetto Mozart

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C’è una comune credenza secondo la quale i bambini esposti sin dalla tenera età all’ascolto della musica classica, abbiano maggiori chance di sviluppare un quoziente intellettivo elevato. Questo è confermato dalla pratica comune, nella testimoniana di molti genitori che hanno abituato i propri figli alla musica sin dai primi mesi di vita; e l’uso della musica (in particolare della ritmica semplice e sui 4/4) è estensivamente utilizzato da chi si occupa di formazione nell’età infantile per favorire lo sviluppo del senso dell’armonia, del bello, della coordinazione, delle capacità cognitive e spazio-temporali.
Nel 1993 Frances H. Rauscher e Gordon Shaw, uno psichiatra e un fisico col passato di clavicembalista, predisposero un singolare esperimento: somministrarono ad alcune dozzine di studenti test volti a misurare il loro QI; e ripeterono i test (ovviamente con set di domande diversi) mentre diffondevano mediante uno stereo il primo movimento della Sonata per Due Pianoforti K448 di W. A. Mozart. Sorprendentemente, il QI della media degli studenti aumentò di 8-9 punti. Perché Mozart?
Purquoi Mozart è infatti il titolo di uno studio pubblicato nel 1991 ad opera del medico francese Alfred A. Tomatis, che ha dedicato trent’anni della sua vita alla riabilitazione e all’educazione di bambini con ritardi mentali più o meno gravi. E parte della sua terapia prevedeva appunto lunghe sedute di ascolto di musica classica…
Lo scetticismo è tuttora molto diffuso; i sostenitori di questa teoria (tra cui Don Campbell, che dell’effetto Mozart ha fatto una vera e propria industria) ritengono che l’ascolto di brani con elevata complessità e forte simmetria musicale sia propedeutico ad un incremento (negli adulti durerebbe circa un quarto d’ora) delle proprie capacità cognitive. I detrattori sostengono invece che si tratti di una forte suggestione e ribadiscono che i risultati straordinari degli studenti di Rauscher e Shaw non sono tuttora stati replicati.
Il primo movimento (Allegro con spirito) della K448 è semplicemente stupendo. E vi propongo un esperimento: provate a metterlo nel vostro player e provate ad ascoltarlo mentre fate qualcosa, mentre leggete, navigate, scrivete un post. La cosa più sorprendente è che degli otto minuti di brano, vi sembrerà che ne trascorrano almeno la metà. Un’altra cosa che ho notato è che non sono riuscito a concentrarmi del tutto nella musica e del brano in sé ricordo solo come attacca e forse le prime battute (dopo averlo ascoltato forse sei o sette volte). Suggestione? Non lo so… ma visto che provare non costa nulla…

1 Commento

  • un compagno delle medie, dopo aver sentito questa storia, si ascoltava la suddetta sonata ogni mattina in cui c’era un compito in classe….


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